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Qui, a una sessantina di chilometri dall’Oceano Pacifico e a circa cinquecento dalla capitale Lima, sorgerà il
, che già dal nome renderà evidente la concreta solidarietà della famiglia antoniana.
l’attuale scuola che sta cadendo a pezzi in
un centro di riferimento per tutti i bambini e i giovani più poveri della zona.
L’area in questione, un
terreno di circa 20 per 30 metri, si trova all’interno dell’abitato, non distante dalla missione francescana.
In questo spazio si prevede di realizzare
tre piccoli edifici di due piani ciascuno.
Una volta abbattute le aule pericolanti, le lamiere e i mattoni in terra pressata lasceranno il posto a cemento e mattoni in cotto, più durevoli di quelli tradizionali.
Nel primo edificio, i cui lavori sono già iniziati grazie a Fondazione Adveniat della Conferenza episcopale tedesca, troveranno spazio
le aule al secondo piano, mentre al primo
un salone multiuso verrà adattato a seconda delle necessità, per incontri, lezioni o come mensa.
A ridosso, una costruzione più piccola accoglierà
i volontari internazionali o provenienti da fuori distretto: saranno loro a insegnare informatica ai giovani, a tenere lezioni di igiene e a curare corsi di aggiornamento per i professori andini.
Commenta padre Jarek, il compagno dei martiri, oggi segretario generale per l’animazione missionaria dell’Ordine dei conventuali: «Dobbiamo dare una formazione agli insegnanti delle alture: solo così anche i bambini che vivono distanti da Pariacoto potranno avere un’educazione di maggior qualità e uscire dalla spirale dell’ignoranza».

Così si spiega anche
il terzo edificio, dove al primo piano sarà allestita
la biblioteca, al secondo
la sala computer, con dieci postazioni.
I bagni e alcuni giochi all’aperto, per la ricreazione dei bambini, completeranno le strutture a disposizione delle attività del centro.
Costruire e allestire il «Centro pastoral social san Antonio de Padua in Pariacoto»
costerà 100 mila euro: una nuova sfida da affrontare tutti insieme, in nome del Santo.